Day of Infamy

Ho recentemente acquistato su Steam una copia del videogioco Day of Infamy, prodotto dagli stessi autori di Insurgency (New World Interactive). Contrariamente ad Insurgency, ambientato ai tempi nostri, Day of Infamy riporta il combattimento in quello che è sicuramente uno dei conflitti più gettonati per gli FPS, la Seconda guerra mondiale. Il target, come ormai è praticamente la norma, è il multiplayer online.

Il gioco contiene diverse mappe, ambientate in Europa occidentale e nel Mediterraneo: Creta, Ortona, Reichswald, Comacchio, Salerno, Foy, Bastogne, Dog Red, Saint-Lô, Dunkirk, Sicilia, Flakturm. Gli schieramenti principali sono tre (Germania, Stati Uniti, Commonwealth), ognuno suddiviso in un buon numero di unità che ricalcano quelle reali – come i Fallschirmjäger tedeschi o i fanti australiani del Commonwealth; a questa varietà di unità corrispondono un buon numero di armi diverse e svariate classi da scegliere prima del respawn: ufficiale, addetto radio, unità di fanteria con la carabina, unità di fanteria da assalto (armata con pistola mitragliatrice), mitragliere leggero, unità lanciafiamme, unità anticarro/geniere, mitragliere pesante, cecchino. I nomi esatti delle classi cambiano a seconda dello schieramento scelto, ma la sostanza rimane questa.

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Day of Infamy è uno sparatutto piuttosto votato alla tattica: ciò significa che, prima di agire, è bene pensare a quale scelte compiere, dove andare ad incalzare il nemico, a quali obiettivi dare la priorità, come contrastare efficacemente una specifica minaccia. Naturalmente, a questo realismo corrisponde un’elevata difficoltà, per cui non è raro essere uccisi numerose volte in una partita, specie contro avversari umani. Le coperture sono indispensabili e le distanze – brevi o lunghe – rendono più o meno efficaci determinate armi.

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Alla pari di Insurgency, da cui molte dinamiche sono riprese più o meno senza modifiche sostanziali, la cooperazione tra i giocatori dello stesso schieramento è essenziale e diverse modalità di gioco (in particolare Trinceramento, dove lo schieramento dei difensori è in grado di ottenere rinforzi solo se almeno un giocatore della squadra riesce a raggiungere un punto di rifornimento nelle retrovie, spesso divincolandosi tra le unità nemiche) richiedono che ognuno faccia la propria parte. La classe dell’ufficiale, poi, necessita di un addetto radio nelle vicinanze per poter utilizzare efficacemente il binocolo e richiedere supporto aereo: dalla cooperazione tra questi due elementi può sorgere un contributo molto importante alla battaglia. Ci sono, infine, varie modalità di gioco, sia contro i bot controllati dalla CPU che contro avversari in carne ed ossa: si può passare dallo schema della difesa a ondate a quello della conquista degli obiettivi a quello dell’eliminazione dei target. Quale che sia la modalità, la cooperazione è tutto.

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Il supporto aereo chiamato dall’ufficiale comprende bombardamenti, mitragliate dall’alto, rifornimenti paracadutati e barriere fumogene; quando l’abilità è attiva, il campo di battaglia si riempie del fragore e del fumo delle esplosioni, rendendo l’esperienza di gioco molto coinvolgente. Il gore system è ben fatto: gli sviluppatori hanno voluto rappresentare la guerra con il massimo del crudo realismo, per cui le esplosioni fanno davvero a pezzi i malcapitati che sono da essi investiti. Se siete facilmente impressionabili, nonostante la finzione del gioco, vi consiglio di fare altro.

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Le ambientazioni sono molto ben fatte e sicuramente frutto di lunghi lavori di documentazione e graphic design. Allo stesso modo, le armi tendono a seguire le controparti reali per quanto riguarda il funzionamento, le limitazioni, il rateo di fuoco e la capacità dei caricatori. Spesso bisogna fare fuoco con parsimonia, evitando di consumare troppi caricatori o di ritrovarsi con pochi colpi davanti ad un nemico in forma migliore, ed è sempre meglio, se possibile, mirare alla testa dei nemici. Dei colpi in aree periferiche del corpo, infatti, possono non risultare mortali e dare al ferito il tempo di reagire prima di essere finito. La guerra è spietata e Day of Infamy chiede ai suoi giocatori di non essere da meno.

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Il realismo storico non è totale – e non potrebbe essere che così: la necessità di creare delle classi il più possibile bilanciate tra uno schieramento e l’altro ha costretto a qualche forzatura, come il fatto che le MG 42 e gli Sturmgewehr 44 siano disponibili in mappe ambientate prima della loro effettiva messa in servizio o come la sempiterna disponibilità di cacciabombardieri Ju-87 Stuka, anche nel 1945, quando ormai la Luftwaffe era ridotta a pochi aerei e, per di più, spesso guidati da piloti giovanissimi ed inesperti. Allo stesso modo, i veicoli di terra sono semplici elementi decorativi e non esistono semicingolati o carri armati in grado di fornire un contributo alla battaglia: Day of Infamy è focalizzato sulla fanteria, come Insurgency, e bisogna accettarlo prima di lamentarsi perché si voleva fare il carrista o l’aviere!

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Se ritenete che questo tipo di gioco possa essere di vostro gradimento, vi consiglio di provarlo. Attualmente su Steam è in vendita in sconto (65%!) e lo sarà ancora fino al 4 gennaio, quindi è meglio fare in fretta!

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