Motori a reazione nella Seconda Guerra Mondiale

Il motore a reazione, a differenza dei propulsori ad elica basati sul motore a scoppio, spinge gli aerei tramite il principio di azione-reazione: del gas viene espulso nell’ambiente a grande velocità dal retro dell’aereo (azione), provocando al tempo stesso uno spostamento del velivolo in avanti (reazione). I primi aeroplani della storia, tuttavia, montavano tutti motori a scoppio, basati su una tecnologia analoga a quella degli autoveicoli. In questi motori la spinta veniva ottenuta grazie ad un’elica che, dalla risultante delle portanze generate sulle pale tramite la propria rotazione, generava una forza diretta in avanti. Oggi gli aerei a reazione, specie se di grandi dimensioni, rappresentano la porzione più ampia delle flotte mondiali, mentre i motori a scoppio collegati ad un’elica traente sono sopravvissuti specialmente nei piccoli aerei da turismo.

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Cortesia di ilVolo.it

Il primo esperimento con un aereo a reazione (1910) si deve all’ingegnere rumeno Henri Coandă. Per la verità si trattava di un ibrido fra un motore a scoppio ed un motore a reazione propriamente detto, poiché il compressore era azionato da un apposito motore a combustione interna e non da una turbina, ma l’idea era esattamente quella di ottenere la propulsione tramite un getto di gas espulsi ad alta velocità. Sebbene l’idea pionieristica fosse veramente rivoluzionaria, il tentativo di Coandă fallì e il jet rimase per molti anni solo un sogno. Il concetto fu poi ripreso dall’italiano Secondo Campini nel 1940, anche se il Campini-Caproni C.C.2 rimase un successo puramente sperimentale, senza un seguito produttivo.

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Cortesia di Wikipedia

Il britannico Frank Whittle iniziò dal 1928 a lavorare sulla sua idea di turbogetto, ottenendo risultati interessanti, ma non suscitò l’interesse della RAF e si dovette attendere il 1941 per assistere al volo del Gloster E.28/39, che montava il motore di Whittle. Per motivi di facilità di progettazione e di conoscenza di tale tecnologia, nel Regno Unito ci si concentrò sui compressori radiali centrifughi, sebbene tale formula comportasse una sezione frontale molto ampia, con conseguente penalizzazione in termini aerodinamici.

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Cortesia di Flickr

Il primo vero aereo a reazione, dotato di compressore azionato da una turbina, fu il tedesco Heinkel He 178 che vide il battesimo del volo nel 1939. Nel motore di questo aereo cominciò ad essere utilizzato un compressore di tipo assiale, sebbene in combinazione con degli stadi radiali. L’aereo fu un successo ma fu tenuto sostanzialmente segreto e servì da gradino fondamentale per le successive generazioni di jet tedeschi.

Il famoso Jumo 004, installato sul Messerschmitt Me 262 e sull’Arado Ar 234, fu il primo motore con un compressore interamente assiale; venne prodotto a partire dal 1944 e sorprende ancora oggi per la sua modernità. Gli aerei che lo montavano ottennero dei primati di velocità e cominciarono a segnare la fine dell’era dei motori a scoppio negli aerei militari. I piloti alleati faticavano ad inseguire i Me 262 e, in molti casi, poterono abbatterli solo sorprendendoli al decollo dagli aeroporti, quando non avevano ancora una velocità sufficiente per fuggire.

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Cortesia di WW2 Today

I britannici non vollero restare indietro e, sviluppando ulteriormente l’idea di Frank Whittle, costruirono il Gloster Meteor, che nel novembre 1945 ottenne il primato di velocità con ben 975 km/h e che si garantì anche vari successi operativi in vari teatri di guerra per almeno un decennio.

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Cortesia di BAE Systems

Oltre a tutti questi aerei, gli schieramenti nel conflitto svilupparono numerosi altri velivoli a reazione che, però, ottennero ruoli limitati nella guerra o che rimasero addirittura semplici prototipi; questo avvenne soprattutto in Germania, negli ultimi anni di guerra, quando la scarsità di uomini e materiali indusse i progettisti ad immaginare le soluzioni più avveniristiche per fronteggiare le condizioni avverse. Un esempio è l’Heinkel He 162 “Salamander”, un piccolo caccia monoposto mosso da un motore turbogetto BMW 003 montato sopra la fusoliera.

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Cortesia di Aviation-History

Un esempio ancora più sorprendente fu l’Horten Ho 229, rimasto allo stadio di semplice prototipo. Si trattava di un velivolo non solo dotato di propulsione jet, ma anche in configurazione tutt’ala, con un aspetto che anticipava di decenni quello di velivoli stealth moderni come gli statunitensi F-117 Nighthawk e B-2 Spirit. È difficile immaginare cosa questo aereo sarebbe stato in grado di fare se fosse entrato in servizio durante la guerra, ma è certo che immaginare una tecnologia del genere in volo nel 1945 fa una certa impressione.

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Cortesia di Reddit

Altro interessante esperimento a reazione fu il Bachem Ba 349 “Natter”, che era dotato di propulsione a razzo e non di un turbogetto come gli altri aerei a reazione del tempo. Questo piccolo velivolo era destinato all’intercettazione dei grandi bombardieri alleati e avrebbe dovuto essere impiegato, in gran parte tramite guida radio da terra, prima lanciando una salva di razzi contro la formazione di bombardieri, poi, una volta esaurito il propellente, venendo esso stesso utilizzato come proietto, con il pilota che si paracadutava all’esterno appena prima dell’impatto. Il Ba 349 rimase sostanzialmente fermo alla fase di prototipo, mentre un velivolo dotato di apparato propulsivo analogo, il Messerschmitt Me 163 “Komet”, venne utilizzato con successo in alcune operazioni belliche e fu in grado di arrivare al traguardo dei 1000 km/h.

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Cortesia di National Museum of the USAF

Tutti questi e molti altri velivoli originali ed avveniristici di quel tempo servirono da base per lo sviluppo delle successive generazioni di aerei militari, specialmente presso gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, che si affrettarono ad acquisire la tecnologia degli aerei a reazione sviluppata in Europa. Quegli studi permisero anche lo sviluppo di aerei a reazione per uso civile e, attualmente, gli aerei di linea che vediamo normalmente in servizio presso le compagnie aeree sono pressoché interamente basati su questa tecnologia.

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