Fretboard – Familiarizzare con i tasti della chitarra

Avete preso in mano la chitarra dopo un po’ di tempo e non vi ricordate bene a che nota equivalga quel particolare tasto? State studiando le scale, volete capire come ricavarne degli arpeggi ma non sapete dove mettere le dita? Ho creato un piccolo gadget software, Fretboard, con il quale spero possiate risolvere o almeno ridurre questi problemi! Il link per il download è disponibile su GitHub: https://github.com/VikingStormtrooper/Fretboard/releases .

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L’interfaccia è estremamente semplice ed intuitiva. Ci troviamo davanti un manico di chitarra a 24 tasti, divisi tra loro anche graficamente da quella progressione logaritmica che ci fa avere i tasti più alti più stretti rispetto a quelli più bassi; ogni tasto, a partire dalle corde aperte (identificate dal numero 0), è numerato per consentire una localizzazione più agevole del tasto corrispondente sulla propria chitarra.

L’utente può scegliere quali note mostrare sul manico, in modo da dare una risposta immediata a domande del tipo “dove posso trovare la nota la?”; essendo scritto tutto in inglese, la notazione è quella anglosassone (A = la, B = si, C = do, D = re, E = mi, F = fa, G = sol). Poniamo, per esempio, di voler cercare tutte le note la su tutto il manico della chitarra, indipendentemente dall’ottava: basterà cliccare sulla casella “A”.

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Vediamo comparire ben 13 quadratini neri che identificano la posizione di tutte le note la sul manico di una chitarra a 24 tasti: questo ci dà un’idea di quanto possa essere incerto un chitarrista quando legge una nota sopra ad uno spartito e deve poi tradurla in uno specifico tasto! Naturalmente le caselle relative a diverse note non si autoescludono, per cui possiamo visualizzare contemporaneamente, per fare un esempio, i tasti relativi alle note la e do.

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Già, ma adesso come facciamo a capire quali di questi tasti corrispondono al la e quali al do? Bisogna stabilire colori diversi per ogni nota! Il trucco è cliccare sui pulsanti, etichettati con “Colors”, sotto le caselle delle note.

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Et voilà! Ora anche a colpo d’occhio siamo in grado di distinguere note diverse. Possiamo dunque passare senza problemi a qualcosa di più complesso come, per fare un esempio molto concreto, le scale. Immaginiamo di voler imparare la diteggiatura della scala di mi minore (che è la relativa minore di sol maggiore, per cui le note delle due scale sono esattamente le stesse!); possiamo ricordarci che queste scale contengono tutte le note senza alterazioni ad eccezione del fa (che diventa fa#) e cliccare manualmente sulle caselle di A, B, C, D, E, F#, G oppure, molto più comodamente, cliccare sul pulsante “G/Em (1#)”, la cui pressione farà esattamente la stessa cosa ma in meno tempo.

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In questo modo abbiamo definito il “dominio” della scala, vale a dire tutti i tasti della chitarra corrispondenti ai gradi della scala prescelta: un bell’aiuto per imparare, che ne dite?

Ovviamente possiamo selezionare la scala di mi minore e poi modificare manualmente uno o due gradi della scala per ottenere la minore armonica e la minore melodica, se lo desideriamo; possiamo anche costruirci le scale pentatoniche e poi decidere di aggiungere la blue note per dilettarci con il blues o costruire anche le scale più strane immaginabili: il limite è solamente la fantasia. In certi casi, per esempio nell’improvvisazione jazz, può essere utile identificare alcuni specifici gradi della scala (in particolare il 3° e il 7°) per costruire soli il più possibile legati all’armonia del pezzo: in questo caso può essere una buona idea quella di colorare quei gradi di un colore specifico e lasciare gli altri in nero ma, di nuovo, il limite è solo l’immaginazione. Se, invece, siete ancora alle prime armi e avete bisogno di familiarizzare con la tastiera della chitarra in generale potete sempre cliccare su tutte le caselle delle note e assegnare un colore diverso a ogni nota: il risultato è un’arlecchinata di dubbio gusto, ma se può essere utile perché negarsela?

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Spero che queste funzioni possano tornarvi utili e darvi una mano nel difficile – e mai terminabile! – compito di imparare a suonare questo strumento tanto complesso ma davvero affascinante. Buon lavoro!

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